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martedì 10 dicembre 2024

Lo specchio di Giano. Thanaquil e le Veggenti di Farthan

 Torno a parlarvi di "Lo specchio di Giano", il mio romanzo fantasy ispirato agli Etruschi, presentandovi uno dei personaggi principali, la sacerdotessa Thanaquil, amica di Steleth

Si tratta di una donna bellissima, forte, guerriera, caparbia ma che mostrerà il suo lato fragile e si lascerà vincere dall'amore quando incontrerà Turno, mettendo tutte le sue certezze in discussione. Ma poi prevarrà l'amore per la sua gente, con cui è cresciuta e che ha sempre protetto. Thanaquil è la guida delle Veggenti di Farthan, ordine sacro alla dea dell'amore e della guerra, per cui le sacerdotesse sono sia abili guerriere sia prostitute sacre.

Il nome è ripreso da una delle figure femminili etrusche secondo me più affascinanti: Thanaquil era infatti la moglie di Lauchume Tarkun, un lucumone etrusco che sarà chiamato a Roma Tarquinio Prisco.

Si narra che un giorno, lei e il marito passeggiassero nei pressi di Tarquinia, quando una maestosa aquila si posò sul capo dell'uomo portandogli via il copricapo. Dopo un rapido e ampio volo nel cielo, l'uccello ripose il copricapo sulla testa di Tarquinio.

La donna, esperta di prodigi, spiegò allo sposo che l’aquila, regina dei cieli, uccello sacro di Tina, re di tutti gli dèi, con quel gesto aveva predetto che egli sarebbe stato destinato alla gloria di un grande regno.

Tarquinio e Thanaquil esporteranno a Roma la cultura etrusca. Lei era na sorta di sibilla in grado di leggere il senso più profondo delle cose e cogliere i messaggi degli dei.

Qui il passo del libro  disponibile su Amazon e in libreria in cui si parla dell'amicizia tra Steleth e Thanaquil:

Le due donne erano amiche da tanto tempo. Erano cresciute insieme nella scuola del tempio di Turan, dove le Veggenti istruivano le bambine ai primi rudimenti delle diverse discipline, dalla lettura alla matematica, dalla geometria allo studio della natura, dalla tessitura alla medicina, dalla pesca e alla caccia a piccoli insegnamenti di arti magiche.

Thanaquil proseguì il suo percorso di vita nel tempio, tra ars amatoria e uso delle armi. Lei non aveva potuto scegliere la sua strada: essendo figlia di una Veggente di Farthan era stata predestinata fin dalla nascita a diventare una sacerdotessa della Dea dell'Amore e della Guerra, ricoprendo i ruoli di prostituta sacra e di  guerriera. La sua bravura l'aveva portata a diventare la guida dell'ordine, che era chiamato a proteggere i misteri divini, leggere le indicazioni che Maris impartiva tramite i fulmini, a difendere il regno e a celebrare la fertilità e la vitalità della natura, prestando il proprio corpo agli uomini che si recavano al tempio a farne richiesta. I figli che nascevano dai loro rapporti venivano destinati all'ordine se femmine, a diventare soldati o Ministri del Destino se maschi.




sabato 8 giugno 2024

9 giugno, nell'antica Roma si festeggiavano le Vestalia

 Le celebrazioni in onore di Vesta, Dea del focolare, nell'antica Roma si tenevano a giugno, con il culmine nel giorno 9, nel tempio sacro alla dea, dove ardeva il fuoco sacro. 

La festa iniziava il 7 giugno, giorno in cui veniva aperto il penus, il sancta sanctorum del tempio, in cui era custodito anche il Palladio, altri oggetti sacri a Roma e i Penates Populi Romani, e proseguiva fino al 15 del mese, data in cui veniva chiuso. In epoca arcaica questa celebrazione, probabilmente durava un solo giorno, il 9. 

Il periodo dei Vestalia iniziava, quindi con l'apertura della parte più importante del tempio, letteralmente la dispensa della casa di solito tenuta chiusa e nascosta, ma anche il luogo ove la famiglia conservava le statue dei Penates. In questo giorno, a Vesta si sacrificava il libum di farro abbrustolito. Durante i festeggiamenti, le matrone potevano entrare a piedi nudi nella parte esterna del tempio - luogo proibito nel resto dell'anno a tutti ed in particolare agli uomini, con la sola eccezione del Pontifex Maximus - per compiere atti di devozione.

Erano diversi i riti che si effettuavano in questi giorni. Tra questi, il 15 giugno, la pulitura rituale del tempio di Vesta, la purgamina Vestae, al termine della quale la sporcizia accumulatasi sul pavimento veniva gettata nel Tevere e tutto l’edificio veniva purificato con acqua di sorgente. Veniva purificata anche la macina che produceva la “mola salsa” e veniva addobbata con corone di rami e nastri, insieme all’asino che la faceva girare. 


Il fuoco sacro e le Vestali

Il fuoco di Vesta era un simbolo di Roma e della sua eternità. Alla dea sacrificavano i pretori, i consoli e i dittatori, che in lei riconoscevano la protettrice dello Stato. A lei era dedicato anche il focolare domestico che ardeva in ogni casa romana e al quale era legato anche il culto degli antenati.

Le Vestali, le sacerdotesse di Vesta, avevano il compito di custodire il focolare, facendo attenzione ch’esso non si spegnesse mai e restando vergini per evitare d’inquinarlo. A guidarle la Vestale Massima e il Pontefice Massimo, l’unico uomo che avesse autorità maggiore alla loro. Le Vestali avevano un ruolo molto importante nella società romana che concedeva loro una serie di privilegi, come quello di poter gestire liberamente il proprio patrimonio e di fare testamento. Tuttavia, qualora non avessero adempiuto ai loro compiti la punizione era severissima: venivano murate vive in una sorta di camera interrata presso il Campus Sceleratus, con una lucerna, un tozzo di pane e un po’ d’acqua o latte, fino alla morte.


Vesta è uno dei personaggi principali del romanzo fantasy Lo specchio di Giano, pubblicato a fine 2022, mentre sono al lavoro attualmente su un testo che ha al centro le Vestali. Stay tuned!


martedì 5 marzo 2024

6 marzo: nell'Antica Roma era il giorno del Festum Vestae in cui veniva rinnovato il fuoco sacro

 Qualche giorno dopo l'inizio dell'anno presso l'antica Roma, che si celebrava il 1 marzo, nel momento in cui la natura si risveglia e si va verso la primavera (vedi il post dedicato), era a calendario un'altra importante ricorrenza, il Festum Vestae o Vestiae, dedicato alla dea Vesta

In questa occasione, festeggiata il 6 marzo, nel tempio di Vesta il fuoco sacro veniva rinnovato: veniva, infatti, spento e riacceso lo stesso giorno dalle sacerdotesse vestali. La fiamma era spenta con l'acqua ma prima un altro fuoco prendeva vita dalla stessa tramite una torcia perché la fiamma non doveva mai spegnersi. 

Il tempio veniva lavato e profumato con incensi ed erbe odorose, veniva ornato di serti e ghirlande, mentre la statua della Dea veniva addobbata e ingioiellata. Quindi, il nuovo fuoco sacro era portato nelle case per accendere i camini: iniziava la processione delle torce, con la sfilata delle sacerdotesse sulle strade, da cui le donne accendevano le proprie torce per riportare a casa il fuoco sacro. 

La festa terminava al tramonto del sole.

Il fuoco sacro, come dicevamo, non doveva mai spegnersi. Sarà Teodosio I, l'imperatore che aveva già emesso l'editto di Tessalonica nel 380 con cui si dichiarava il Cristianesimo religione ufficiale dell'Impero Romano (vedi il post dedicato), a obbligare la fine di questo rito nel 394 d.c. 


I resti del tempio di Vesta a Roma. Foto di Briana Tozour su Unsplash

Vesta è una delle divinità antiche che mi ha sempre affascinato tanto che è una dei personaggi del romanzo fantasy "Lo specchio di Giano", "incarnata" in Tatia mentre sulle vestali è incentrato il libro a cui sto lavorando in questi mesi. 

Ecco il passo dell'ebook, disponibile su Amazon e su altre piattaforme,  dove Vesta torna tra gli dei:

“Dobbiamo intervenire in una maniera incisiva”, disse Turan. Mentre la bellissima e collerica dea della guerra e dell'amore stava parlando con i Chechanar e Maris, il gruppo vide avvicinarsi una figura femminile, quasi un fantasma, tutta vestita con abito e mantello bianchi, che nascondevano quasi totalmente il viso e lasciavano solo immaginare i suoi lineamenti e la sua chioma.

I sei divini si stupirono a quella vista e si alzarono dai loro kline andando incontro alla nuova venuta sgranando gli occhi.

“Ecco la dea del focolare e del fuoco sacro, la dea non vista di cui non c'è nessuna effige“ annunciò Turms, incredulo, che le andava incontro a passi incerto, quasi tremante.

“Salve, a voi, Maris e Chechanar”.

“Salve a te, Vesta!”, risposero gli altri.

“Ci ho messo un po' a trovarvi. Non pensavo che il vostro rifugio fosse qui sull'Alba Arx, poi mi sono ricordata che era una delle cime sacre a Evan e che è un luogo strategico per osservare che cosa sta accedendo nei posti interessati dalla guerra. Ma vedendo il vostro stupore alla mia venuta, forse non avete seguito molto gli accadimenti tra i mortali”.

“Bentornata! Spero che tu sia qui per portare avanti con noi la nostra battaglia. Ci sarà modo poi per discutere e accordarci del futuro” Le disse Maris. “Vedo che sei riuscita ad arrivare prima del tempo!”.

“Ho lasciato improvvisamente la mia vita da mortale e ora voglio difendere Vestres e i miei. Sarò dalla vostra parte ma dovete essere pronti, una volta, terminato il conflitto, a venire incontro alle ragioni di chi vi ha aiutato. Raccontatemi ora che cosa è accaduto per voi e cosa avete intenzione di fare”.



lunedì 9 ottobre 2023

A Roma: “Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte”

 Si avvicina un altro grande importante anniversario per la letteratura italiana in questo 2023, dopo quello di Alessandro Manzoni. Il 15 ottobre, infatti, si celebrerà il centenario della nascita di Italo Calvino e per l'occasione, le Scuderie del Quirinale di Roma danno vita alla mostra “Favoloso Calvino. Il mondo come opera d’arte”, visitabile dal 13 ottobre fino al 4 febbraio 2024. 

La mostra è pensata come un viaggio attraverso la vita, le scelte, l’impegno politico e civile, i luoghi e, soprattutto, la produzione letteraria e il metodo di lavoro dello scrittore italiano.

Saranno esposte più di duecento opere tra dipinti, sculture, disegni e illustrazioni di decine di artisti dal Rinascimento a oggi, codici miniati medievali, arazzi, fotografie e ritratti d’autore e molte prime edizioni dei libri di Italo Calvino. 

In rassegna, tutti i temi calviniani: dall’impronta cosmopolita all’apertura internazionale delle ricerche scientifiche, dall’attrazione per la modernità urbana contemporanea alle proiezioni cosmogoniche suggerite dall’astronomia, senza mai dimenticare gli orizzonti dell’immaginazione fiabesca. 

Alla mostra romana si accompagna "Calvino cantafavole", esposizione curata da Eloisa Morra e Luca Scarlini a Palazzo Ducale di Genova, negli spazi della Loggia degli Abati, aperta al pubblico dal 15 ottobre 2023 al 7 aprile 2024.



giovedì 22 giugno 2023

Gli Dei ritornano: i bronzi di San Casciano al Quirinale

 Gli Dei ritornano, è questo il titolo della mostra al Quirinale a Roma in cui per la prima volta saranno presentate al pubblico le scoperte effettuate nel 2022 nel santuario termale etrusco e romano del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni in Toscana.

La mostra verrà inaugurata domani 23 giugno per protrarsi fino al 25 luglio e poi riaprire ancora dal 2 settembre al 29 ottobre - si snoda come un viaggio attraverso i secoli all’interno del paesaggio delle acque calde del territorio dell’antica città-stato etrusca di Chiusi. 

Saranno esposte oltre 20 statue e statuette, migliaia di monete in bronzo e ex-voto anatomici che raccontano i culti e riti a cui erano dediti le popolazioni del luogo

I bronzi, in seguito, continueranno forse il loro tour con altre mostre per poi essere ospitati un museo dedicato a San Casciano (ne abbiamo già parlato qui). 




"L'Amato di Iside. Nerone, la Domus Aurea e l'Egitto", la mostra inaugurata a Roma

 E' la bellissima Domus Aurea lo sfondo di una mostra che ha come tema quello dei rapporti dell'antica Roma con l'Egitto nel I secolo d.C. 

"L'Amato di Iside. Nerone, la Domus Aurea e l'Egitto", inaugurata oggi e visitabile fino al 14 gennaio 2024, riunisce numerosi  reperti legati alla cultura egizia provenienti dai maggiori musei italiani. 

Al centro la figura di Nerone, che con l'Oriente e l'Egitto instaurò, fin dalla giovane età, un rapporto particolare. Protagonista di questo racconto è la Domus Aurea, la "Casa d'Oro", l'oro del dio Sole con cui l'imperatore si identificava secondo una visione proprio di matrice orientale.

L'idea della mostra nasce dai recenti lavori di restauro che hanno svelato la presenza di una decorazione egittizzante, con soggetti legati al culto isiaco, nel Grande Criptoportico del palazzo neroniano, ambiente che diventa quindi parte integrante dell'esposizione e strumento per approfondire, attraverso le opere, gli aspetti, gli eventi e i protagonisti della diffusione dell'idea di Egitto nell'immaginario collettivo dei Romani del I sec. d.C.




mercoledì 26 aprile 2023

Eneide, il personaggio di Turno e il duello con Enea

Dopo le celebrazioni della Fondazione di Roma, il 21 aprile, parliamo di un guerriero protagonista delle vicende leggendarie che hanno portato alla nascita della città. Si tratta di Turno, Re dei Rutuli, personaggio fondamentale dell'Eneide di Virgilio, quasi un co-protagonista del poema. Vi ho già parlato di questo carattere diverse volte, visto che uno dei personaggi di Lo specchio di Giano si ispira a lui e porta il suo nome.

Figlio di Dauno e della ninfa Venilia, fratello di Giuturna e di Canente, ha origini e parentele divine, discendendo  dalla divinità italica Pilumno. Prima dell'arrivo di Enea gli è stata promessa Lavinia, figlia di Latino, anche se oracoli e prodigi avevano dato segni molto negativi sul progettato matrimonio.

Quando Latino promette la mano di Lavinia ad Enea, Turno sembra non preoccuparsi della cosa ma a farlo reagire provvede la furia Aletto, inviata da Giunone. Turno ed Amata - moglie di Latino, anche lei istigata dalla furia - scatenano la guerra contro i Troiani spingendo i Latini a violare i patti di amicizia appena conclusi. 

Nelle battaglie il re dei Rutuli, eroico, impulsivo e arrogante, si distinguerà in parallelo con l'Achille omerico, costituendo la colonna portante dei contenuti epici dell'opera, rappresentando anche il guerriero senza paura che al momento giusto sa onorare il nemico sconfitto. Infine affronterà Enea in duello e morirà nell'ultimo verso del poema.

La figura di Turno appare tuttavia psicologicamente più complessa di quella di Achille e ha la capacità di interagire in maniera complessa con gli altri personaggi dell'Eneide: ha un carattere molto definito e variegato, nel quale trova pieno risalto la capacità di Virgilio di cogliere e descrivere esaltazioni ed angosce dell'animo umano. Lo vediamo come strumento della volontà di Giunone, ma anche uomo offeso che si batte per recuperare la dignità che va perdendo davanti alla fama del nuovo arrivato. Nonostante non esiti ad affrontare Enea nel duello finale, ha comunque momenti di esitazione e paura, tratti che lo avvicinano in questo caso alla figura di Ettore. 


Ecco i versi finali del poema: 

Enea di contro incalza e vibra la lancia,

enorme, simile a un tronco, e parla con animo feroce:

«Ora cos’è questo indugio? Perché ti attardi, Turno?

Non con la corsa, con l’armi crudeli si deve combattere

da presso. Trasfòrmati in tutti gli aspetti, raduna quanto

vali con l’animo e con l’astuzia; desidera di volare

sulle alte stelle, e di racchiuderti nel cavo della terra…».

Quello, scuotendo il capo: «Non le tue superbe parole m’atterriscono, 

o arrogante; gli dei mi atterriscono e Giove nemico».

E senza dire null’altro, rivolge lo sguardo a un grande macigno,

[…] l’eroe, afferratolo con mano ansiosa, cercò di scagliarlo

sul nemico, ergendosi in alto e preso di corsa l’abbrivio.

Ma non si riconobbe nel correre, nel muoversi,

nell’alzare la mano e nel librare il possente macigno;

le ginocchia vacillano, si rapprende gelido il sangue.

Allora la pietra, lanciata dal guerriero nel vuoto,

non percorse tutto lo spazio, né portò a termine il colpo.

E come in sogno, di notte, quando una languida quiete

grava sugli occhi, ci sembra di voler inutilmente intraprendere

avide corse, e durante il tentativo cadiamo sfiniti;

la lingua impotente, le forze consuete del corpo

svaniscono, e non escono voce o parole:

così a Turno, con qualunque sforzo tenti la via,

l’orribile dea nega il successo. Allora volge

nel cuore sentimenti diversi: guarda i Rutuli e la città,

e indugia nel timore, e trema all’arrivo del colpo;

non sa dove scampare, come assalire il nemico

e non vede in nessun luogo il carro e la sorella auriga.

Mentre esitava, Enea brandisce l’asta fatale,

calcolando la sorte con gli occhi, e la vibra da lontano

[…] Il grande Turno

cadde in terra, colpito, con le ginocchia piegate.

Balzano con un grido i Rutuli, e tutto rimbomba

il monte d’intorno, e ampiamente i profondi boschi riecheggiano.

Egli da terra, supplice, protendendo lo sguardo e la destra

implorante: «L’ho meritato» disse «e non me ne dolgo;

profitta della tua fortuna; tuttavia, se il pensiero d’un padre

infelice ti tocchi, prego – anche tu avesti un padre,

Anchise –, pietà della vecchiaia di Dauno,

 e rendi me, o se vuoi le membra prive di vita,

ai miei. Hai vinto e gli Ausoni mi videro sconfitto

tendere le mani; ora Lavinia è tua sposa;

non procedere oltre con gli odii». Ristette fiero nell’armi

Enea, volgendo gli occhi, e trattenne la destra;

sempre di più il discorso cominciava a piegarlo

e a farlo esitare: quando al sommo della spalla apparve

l’infausto balteo e rifulsero le cinghie delle note borchie

del giovane Pallante, che Turno aveva vinto e abbattuto

con una ferita, e portava sulle spalle il trofeo del nemico.

Egli, fissato con gli occhi il ricordo del crudele dolore,

e la preda, arso dalla furia, e terribile

nell’ira: «Tu, vestito delle spoglie dei miei,

vorresti sfuggirmi? Pallante con questa ferita,

Pallante t’immola, e si vendica sul sangue scellerato».

Dicendo così, gli affonda furioso il ferro in pieno petto;

a quello le membra si sciolgono nel gelo,

e la vita con un gemito fugge sdegnosa tra le ombre.


venerdì 21 aprile 2023

21 aprile 753 a. C., fondazione di Roma

 Per gli appassionati di storia antica e dei grandi classici della letteratura il 21 aprile è un giorno importante: si celebra, infatti, secondo la tradizione, la fondazione di Roma.

La storia della città si fa iniziare il 21 aprile del 753 a .C. e ogni anno in questo stesso giorno si festeggia il cosiddetto Natale di Roma, attraverso eventi e celebrazioni nella capitale, in cui non mancano spettacoli e sfilate in costume.

Nella fondazione della Città Eterna si uniscono storia e leggenda. L’individuazione di questa data si deve al letterato romano Marco Terenzio Varrone. Secondo la leggenda Roma fu fondata dai discendenti di Enea, l'eroe omerico, che dopo essere scampato alla guerra di Troia, fondò la città di Albalonga, dove i suoi posteri regnarono per otto secoli. La dinastia terminò con i fratelli Numitore ed Amulio. Il re Numitore mise al mondo una figlia, Rea Silvia, che concepì due gemelli con il dio Marte. La donna era una Vestale e poiché alle sacerdotesse di Vesta  che non rispettavano il voto di castità toccava in sorte una morte violenta, Rea Silvia fu seppellita viva. Ma il fiume Aniene, in cui il corpo era stato gettato, la resuscitò, avendo pietà di lei. I bambini, Romolo e Remo, furono invece lasciati in una cesta e affidati alla corrente del fiume. Secondo la leggenda tramandata, furono allevati da una lupa e dal pastore Faustolo, e una volta diventati adulti uccisero Amulio e restituirono il trono al nonno. I gemelli decisero di formare una nuova città, ma mentre Romolo ne tracciava i confini, Remo in segno di sfida saltò il solco e venne ucciso. 




Le celebrazioni del 2023

Quest’anno, in cui ricorre il 2776esimo Natale di Roma, sono previsti 5 giorni di spettacoli e iniziative organizzati dal Gruppo Storico Romano.

La manifestazione di svolgerà dal 20 al 23 aprile presso il Circo Massimo, mentre per il 19 aprile si terrà un convegno alla Sala Meeting dell’Ara Pacis dal titolo: “Roma Regina Aquarum – L’Acqua come espressione di civiltà: le perdite oggi come ieri”.

Ecco gli appuntamenti da non perdere:

Giovedì 20 aprile: ore 19.30 Rinnovo del Fuoco Sacro presso Campo Marzio; ore 20 ‘Benedictio Vrbi’ presso Piazza della Rotonda; ore 21 concerto.

Venerdì 21 aprile: dalle 9 alle 18 Mostra fotografica delle edizioni passate del Natale di Roma; dalle 10 alle 24 banchi didattici; dalle 17:30 alle 18 ‘Rievocazione tracciato del solco'; dalle 18:30 alle 19 cerimonia ‘Palile’; dalle 19 alle 20:30 concerto Banda Musicale Esercito Italiano.

Sabato 22 aprile: dalle 9 alle 18 Mostra fotografica; dalle 10 alle 12 stage formativo tra scuole di gladiatori; dalle 10 alle 14 banchi didattici; dalle 13.30 alle ore 14.30 incontro con gli scrittori presso il Castrum Repubblicano; dalle 15 alle 16:30 finale di Harpastum; dalle 15 alle 16 esibizioni combattimenti tra gladiatori; dalle 17.30 alle 19 torneo tra scuole di gladiatori; dalle 21 alle 23 spettacolo musicale Suoni e Luci.

Domenica 23 aprile: ore 11 partenza storico corteo del Circo Massimo; ore 14 Banda Musicale di Roma Capitale; ore 16:30 presentazione delle legioni e rievocazione storica delle Guerre Marcomanniche.

Il programma completo è disponibile sul sito natalidiroma.it.



lunedì 6 marzo 2023

8 marzo: le acconciature delle donne etrusche protagoniste a Roma

 Il Museo ETRU di Villa Giulia a Roma festeggia l'8 marzo con un taglio singolare e curioso per gli appassionati degli Etruschi e delle culture antiche: Nella giornata della Festa della Donna, alle 11 si terrà "Questione di stile. Acconciature antiche al Museo ETRU", per svelare un aspetto poco conosciuto delle abitudini e delle tendenze in fatto di moda, in voga al tempo degli Etruschi. 

L'evento consiste in una visita guidata tematica a più voci, introdotta dal direttore Valentino Nizzo e condotta dall'archeologa Romina Laurito e dall'hair stylist Paolo Fasulo. Un itinerario attraverso le opere che, con le loro acconciature, hanno molto da raccontare del mondo antico e svelano tutta la loro modernità in fatto di stile.

Al termine della visita, l'emiciclo si animerà di una performance live di acconciature antiche a cura dell'hair stylist Paolo Fasulo e della makeup artist Rossella Zeppetella.

Visita per un massimo di 30 persone.

Prenotazione richiesta all'indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it


Purtroppo vivendo vicino a Milano non riuscirò a partecipare. Come sapete ho un grande interesse verso gli Etruschi e l'antichità tanto da essermi ispirata a loro per il mio romanzo fantasy Lo specchio di Giano. L'ebook è disponibile su Amazon e su altre piattaforme.


Il Morgante di Luigi Pulci

 Dopo un sacco di tempo, eccomi finalmente a raccontarvi una delle mie ultime letture... una rilettura, per la verità. Si tratta di un libro...