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lunedì 19 febbraio 2024

Lo specchio di Giano, i personaggi di Vulca, Holaie e Velia

 Vi ho già raccontato di come "Lo specchio di Giano" sia un romanzo corale e vi ho spiegato come vi sia riassunta in versione fantastica la mia storia e quella dei rappresentanti della mia famiglia originaria, a cui è dedicato il libro. Ma sarebbe meglio dire, le due famiglie originarie...

Avendo avuto una vita famigliare molto movimentata da bambina, con i miei genitori che si sono separati, ho sempre vissuto un forte dualismo se non una vera e propria contrapposizione tra i parenti dalla parte di mia madre e tra quelli della parte di mio padre. Purtroppo con i secondi, papà compreso, ho potuto condividere molto meno tempo ed esperienze.

Ed è con loro che prenderà il via una piccola rassegna e descrizione dei personaggi dell'ebook. A partire da Vulca, il padre della protagonista Steleth, ossia il personaggio di mio papà. Si tratta del carattere che per me è stato più difficile da rappresentare: in mio padre hanno sempre convissuto caratteristiche ed elementi contradditori, come l'allegria e la simpatia da un lato, l'ansia e la prevaricazione nei confronti di mia madre dall'altro. Inoltre, mio padre è venuto a mancare, dopo una lunga malattia, quando avevo già iniziato il libro e questo mi ha portato a ricordare fatti e avvenimenti dolorosi o spiacevoli. Ho dato a lui il nome di un artista etrusco, Vulca, più per la somiglianza con il nostro cognome che per il parallelismo con il suo lavoro. Infatti, era insegnante di educazione tecnica alle scuole medie. 

Per quanto riguarda, invece, Holaie, versione etrusca di Iolanda, nome reale di mia nonna, e Velia, la sorella, a cui ho dato un nome simile a quello vero, mi sono presa una grossa libertà nel racconto: entrambe sono morte quando io ero molto piccola e ho potuto passare con loro davvero poco tempo. Nella storia, ho provato a rappresentare una possibile vita con loro e immaginarmi come potessero essere realmente, aiutata in questo dai racconti dei miei genitori e di mio fratello. 

Mia nonna, come potete leggere nel lungo racconto della storia della famiglia nel testo, era nata con la lussazione dell'anca da entrambe le parti e questo la ostacolò per tutta la vita. Questo problema non le impedì, però, di sviluppare un carattere molto forte e una laboriosità fuori dal comune: sia mia madre sia mia fratello la ricordano seduta alla macchina da cucire dove stava per gran parte del giorno. "Come era abile e veloce nel rattoppare i vestiti e aggiustarli, così cercava di fare anche con noi: metteva una pezza dove poteva, quando andavo da lei perché i nostri genitori avevano litigato e mi avevano lasciato da solo", mi ha raccontato mio fratello. 

La sorella era anch'essa dotata di un carattere particolarmente forte e avrebbe fatto di tutto per la sua famiglia. Essendo andato male per lei il matrimonio, conseguentemente alla perdita di una bambina, mise tutto il suo impegno nella famiglia della sorella. A lei devo il racconto della loro storia, che ci ha lasciato tramite mio padre.

Lei e Iolanda, come racconto anche nel volume, hanno trattato mio padre "come un principe", su loro stessa ammissione. A mia nonna sembrava quasi un miracolo che il figlio fosse nato senza lussazione dell'anca e lo viziava, assieme alla sorella, in ogni modo. 

Nel testo, si accenna anche a mio nonno, impersonato da Cicnu, di cui viene raccontata la vicenda da Velia e da Ati (madre di Steleth). Mio nonno, di nome Giuseppe, morì quando mio fratello era appena nato e non l'ho mai potuto conoscere. Di lui, come spesso succede, mi sono arrivate testimonianze contradditorie: quelle di mio padre, anche se in realtà ne parlava sempre pochissimo, quelle di mia madre, che credo fosse la persona più obiettiva, e quelle riportare dal racconto di mia zia. Purtroppo non potrò mai sapere come sono andate realmente le cose.

Ecco la descrizione dei tre personaggi, che potete trovare anche su Wattpad:

Più in disparte rispetto alla folla, su un lato della piazza, c'era il padre, Vulca, un Usilth, stregone di aria e di cielo. Nonostante l'età stesse avanzando inesorabile anche per lui, aveva ancora un aspetto piacente: non era molto alto ma aveva un fisico curato, capelli mossi, dalla lunghezza media, con una leggera stempiatura, viso ovale, con gli zigomi leggermente alti, mento stretto con la fossetta, che il viso di Thefri aveva ripreso, naso dalla punta larga che ricordava quello della figlia, la carnagione chiara, quasi bianca, della sua classe, occhi verdi e labbra carnose. Si era sempre distinto per la sua eleganza, grazie anche al lavoro e alla dedizione della madre, che confezionava abiti per mestiere, e portava un chitone in lana azzurra, con bordi di tre colori, su cui era appoggiata una tebenna verde scuro con orlo rosso, decorato con motivi a losanghe candide. Stava parlando, mentre passeggiavano lentamente avanti e indietro, proprio con sua madre, Holaie, Arath anziana e claudicante fin dalla nascita con capelli grigi, raccolti in una lunga treccia, viso allungato e un poco rugoso, espressivi occhi scuri, naso sottile e bocca fine, color nocciola, che sorrideva poco. A incorniciarlo gioielli sottili, in filigrana, che riproducevano diversi fiori. La sua lunga tunica era del colore della senape ed era coperta anche sul capo da un pesante mantello glicine. Con loro, la sorella maggiore di lei e zia di Vulca, Velia, anch'ella Arath, più alta e robusta rispetto a Holaie, con i capelli grigi raccolti in una crocchia, con il volto ovale ma dalla mascella più pronunciata, gli occhi scuri e larghi, naso grazioso ma lievemente ossuto e bocca larga, scurissima e sempre sorridente. Il suo chitone era blu intenso con bordi a motivi geometrici di diversi colori mentre il suo mantello era verde e foderato di rosso, con l'orlo cucito con fili d'argento.

La famiglia di Vulca dopo la separazione - ma in realtà anche in precedenza - non aveva mai avuto buoni rapporti con quella di Ati. Ora chi salutare prima del suo litigioso clan, senza offendere nessuno?Tolse Steleth da questo impiccio il fratello, che, vedendola arrivare, prese per mano Tatia e si diresse verso di lei. Un sorriso, un abbraccio e anche un po' di commozione da parte dell'anziana che non incontrava da tempo la nipote, poi le parole:"Bentornata Steleth, sono felice di ritrovarti in questo momento. Sembra che le fatiche per noi vecchi non siano finite mentre voi siete chiamati a dimostrare il vostro valore!"."Anche io sono felice di essere tornata, zia! Ma che cosa posso mettere a disposizione io, semplice Arath, per la difesa del Regno?"."Tutti hanno le capacità di compiere grandi azioni. Sapremo presto che cosa ci viene chiesto dagli dei", rispose la donna.

Mentre anche Velthur, Holaie, Velia e Vulca si stavano avvicinando per salutarla, un gruppo di Ministri del destino, i sacerdoti depositari del culto di Maris assieme all'Aruth, uscì dal tempio e si dispose in fila davanti al basamento dell'edificio, lasciando uno spazio in mezzo a loro.



mercoledì 18 gennaio 2023

Il quinto capitolo di Lo Specchio di Giano - La Veggente di Farthan

 Dopo il quarto capitolo, con l'incontro tra Velthur e Tarchun, ecco su Wattpad "La Veggente di Farthan", la quinta parte del romanzo fantasy ispirato agli etruschi "Lo specchio di Giano". 

In questa sezione dell'eBook, disponibile su Amazon e su altre piattaforme, la protagonista Steleth e la sacerdotessa Thanaquil si interrogano sul destino della prima, che secondo i testi sacri, dovrebbe "incarnare" la dea Ecate.


Ecco un passo:

"Secondo il Mysterii Liber sarei Ecate, la dea delle regioni orientali, la regina dei demoni, della notte, della Luna calante, dei morti, della negromanzia, delle terre selvagge e del parto, che aveva il potere vitale su tutti gli elementi, protettrice degli incroci, delle porte e degli accessi. Una delle divinità ctonie più potenti e complesse. La descrizione riportata dal testo coincide: occhi castani con sfumature verdi, fisico statuario e robusto, viso con i lineamenti marcati. Ecate, però, non è mai stata raffigurata con la schiena curva, come anche molti Aisna in cui si è trovata. La dea all'inizio abitò in alcune donne dei Celeni, maghi capaci di permettere al loro popolo di conquistare le terre vicine e costruirsi un piccolo impero. Dopo che l'ultima di queste morì nella battaglia che vide i Celeni sconfitti dai Cafuri, c'è un'interruzione nelle varie trascrizioni del codice e alcune parti non si leggono con chiarezza. Il filo della narrazione riprende a Vestres, con una mia antenata, la mia trisnonna e una mia parente, che morì il giorno in cui io nacqui. Questi tre membri della mia famiglia avevano la gobba, come me. Con queste informazioni lacunose non si può essere sicuri che io sia Ecate. Dall'altra parte, rischio di essere uccisa da eventuali cecchini mandati da Alos per eliminare me e gli altri Aisna. Sono comunque chiamata a sottopormi alla Via del Ritorno Segreto per confermare o meno ciò che è stato tramandato. Inoltre, mi è richiesto di istruire donne e uomini nella realizzazione di cure per le ferite, nell'interpretare il linguaggio degli animali e il mutare degli elementi e anche qualche nozione di magia. Intanto sono lontano dai miei bambini, da mio marito e da mia madre che è malata da tempo. Devo, così, trascurare le persone a cui voglio bene per una teoria basata sull'incertezza”.

lunedì 2 gennaio 2023

Il quarto capitolo di Lo specchio di Giano - Il dio delle montagne

 E' uscito su Wattpad il quarto capitolo del romanzo fantasy ispirato agli etruschi "Lo specchio di Giano". Potete trovarlo qui.

In questa parte dell'eBook, disponibile su Amazon e su altre piattaforme, si svolge l'incontro tra il fauno Velthur, zio di Steleth e Thefri, e il sacerdote Tarchun. Al scetticismo del primo fa da contraltare il tentativo del secondo di proteggere il suo paese con una strategia estrema che a lui si mostra come ormai l'ultima praticabile: quella di risvegliare gli Antichi Dei.



Foto di amu su Unsplash

Ecco l'inizio del brano:

" Davanti ai Ministri del Destino non riusciva a dire nulla. Le parole gli si fermavano in gola e le braccia e le gambe erano immobili, come inchiodate alla sedia. Gli avevano detto che una volta diventato un dio avrebbe dovuto salire sulle montagne, i monti dove si era nascosto e aveva vissuto durante la Guerra dei cinque anni per combattere i nemici del Nord alleati con il Cavaliere Nero, e distruggere ogni cosa per impedire a Aplu di impadronirsene. Vedeva un fiume di acqua piena di grossi grani di sale scendere dalle cime e, mentre il cielo si faceva infuocato, anche quel liquido mutava colore fino a diventare rosso sangue. Forse era proprio sangue? La vista gli si annebbiava e vedeva soltanto gli occhi dei sacerdoti quasi di vetro diventare vuoti.

A quel punto Velthur si svegliò, quasi in preda al panico. Resosi conto che quello era un incubo, si alzò dal suo giaciglio e si preparò per andare all’incontro con Tarchun. Mangiò solo un boccone di pane perché non aveva molto appetito e si sentiva lo stomaco in gola.

Il fauno si diresse al tempio di Maris, e quando fu il suo turno, i Ministri del Destino lo fecero entrare nella stanza sinistra, una delle due a cui era vietato l'accesso al popolo. Velthur fece un cenno di saluto ai sacerdoti e all'Aruth, e si sedette di fronte a loro. Osservava per la prima volta quella parte del luogo sacro in cui non aveva mai potuto entrare e fece caso, più che alla bellezza degli affreschi e delle decorazioni ancora visibili, alle parti rovinate dal tempo e dall'umidità.

“Tu, Velthur, fauno dei boschi, tornerai presto ad essere Penn, dio delle montagne, delle foreste e delle sorgenti boschive”, esordì Tarchun, con solennità, non appena il satiro prese posto davanti ai religiosi, che lo guardavano asettici, senza far trasparire nulla di quello che stavano pensando.

“Questo faccio fatica a crederlo – rispose Velthur, aggressivo -. Ci stai chiedendo di fidarci di te, di intraprendere un percorso importante, ma su cosa di basano queste supposizioni? Su libri vecchi di secoli o sui vaneggiamenti di voi, Ministri del Destino?”.

A queste parole alcuni dei monaci presenti si scossero, quasi scandalizzati.

“La posta in gioco è molto alta, Tarchun. Forse c'è bisogno di un piano un po' più concreto - continuò il vecchio fauno -. Puoi provare in qualche maniera quello che hai detto?”. "

martedì 27 dicembre 2022

Il terzo capitolo di Lo specchio di Giano - La sirena e il tritone

E' uscito su Wattpad il terzo capitolo del romanzo fantasy ispirato agli etruschi "Lo specchio di Giano". Potete trovarlo qui.


In questa parte dell'eBook, disponibile su Amazon e su altre piattaforme, Thefri, Holaie e Steleth commentano quello che è successo nel capitolo precedente. Qui emergono più nel dettaglio i caratteri dei personaggi:

" Il cielo era terso e le rade nuvole del cielo di fine inverno risplendevano delle sfumature del fuoco, mutando nei colori più scuri con il lento passare del tempo. Rifletteva su quello che era stato detto durante l'incontro con Tarchun. Dopo lo scetticismo iniziale, se da un lato condivideva i timori di sua sorella, che aveva  espresso la paura di abbandonare i suoi cari e la sua famiglia, dall'altro era infervorato dalla possibilità di diventare un dio da lì a poco tempo. Il tutto, però, per combattere, probabilmente, un'altra guerra tra dei. Se avessero perso, quale condanna poteva ricevere questa volta?

“Ogni certezza anche per te è stata spazzata via”.

Thefri si voltò, riconoscendo la voce di Holaie.

“No. Le certezze sono rimaste, nonna. La mia vita, la mia esperienza, i miei luoghi e voi ci siete ancora. Sono solo aumentati i dubbi e le paure. Se Tarchun non è un pazzo ed è vero quello che dice, sta per esserci un grande conflitto che coinvolgerà umani ed eterni.  

Questo porterà, come in passato, cambiamenti indelebili in ogni parte del mondo e forse anche dell'universo, segnando la storia dei mortali, quelli che sopravvivono e quelli che verranno. Da un lato mi alletta l'idea di essere un dio, dall'altro comprendo e condivido anche il punto di vista di Steleth”.

“Siamo chiamati a difendere quello che amiamo, sia da uomini sia da dei. E quello che amiamo è legato a questo stato di cose, in equilibrio precario tra tanti elementi. Credo che siamo tenuti a combattere, sia noi vecchi, sia voi adulti, sia i giovani che erano presenti al tempio, sia in forma mortale sia divina, se davvero ci sarà concesso”.

“Tu sarai chiamata a portare la discordia tra i nemici - sorrise Thefri -. Io ancora non lo so”.

“La discordia... - sospirò Holaie -. Tuo padre e tua zia mi hanno già detto che mi ci vedono nei panni di Ate, che si aggirava invisibile tra gli uomini a riempirli di tracotanza e superbia, in modo da metterli l'uno contro l'altro. Da giovane ne avevo sempre per tutti. Forse te lo hanno già raccontato, ma una volta sono stata anche causa di discordia, perché sono ranga” ".

giovedì 22 dicembre 2022

Il secondo capitolo di Lo specchio di Giano - L'incontro dei divini

 E' uscito su Wattpad il secondo capitolo del romanzo fantasy ispirato agli etruschi "Lo specchio di Giano". Potete trovarlo qui.


Dopo la prima parte che introduce la figura del naufrago, L'incontro dei divini è il vero e proprio esordio dell'ebook. Qui viene presentato il mondo in cui è ambientata la storia e il piccolo paese sul mare in cui è ambientata la prima parte della vicenda e sono introdotti alcuni dei personaggi principali, tra cui Steleth, Thefri e i membri della loro famiglia, e il sacerdote, Tarchun.

Eccone l'inizio:

“Una marea informe in un lento movimento, un fiume di materia amorfa che scorreva in uno spazio infinito e senza tempo: questo c'era al principio, quando esistevano solo gli eterni Northia, la dea del fato, che tutto comanda e tutto decide, e Giano, il padre di tutte le cose. La capricciosa e fatale dea decise in un punto di dare a quella massa un senso e le impresse un altro corso, impetuoso e vorticoso: fu da questo movimento che i diversi elementi si divisero, per poi riunirsi e mescolarsi, dando origine alle cose e al tempo. Giano, chiamato Culsans dal popolo dei Rasna, prima rimproverò Northia per la sua volubilità, poi vide che quello che si stava creando era buono e decise di procedere alla sua costituzione quando la dea, molto presto, si stufò del suo progetto. Il dio plasmò il Sole e tutti gli astri e i pianeti, poi arrivò alla Terra, che dotò di un satellite che la illuminasse anche durante la notte, di un centro di fuoco, una copertura di rocce e un'immensa quantità di acqua. Studiò, quindi, i movimenti che questi  corpi celesti dovevano compiere per mantenere il proprio vigore e la propria bellezza. Il nostro mondo fu quindi vestito da un manto di piante, per essere ancora più rigoglioso, un manto che cambiasse il suo aspetto a seconda delle diverse stagioni. Ma per controllare che ogni cosa stesse al suo posto e non si guastasse il tutto, c'era bisogno di una grande e continua attenzione da parte del dio. Fu così che Giano forgiò dalla polvere che vola libera nel cosmo altri eterni, che furono poi chiamati dei  Proteroi o  Primigeni e che prendono nomi diversi presso i differenti popoli: Satres fu chiamato a gestire il tempo, Semia la terra, Sethlans il fuoco, Thesan il movimento degli astri, Tinia il cielo e l'aria, Uni la vita e la fertilità, Nethuns  l'acqua. Questi i nomi degli immortali presso i Rasna.

La terra così bella e fiorita, con frutti e prodotti che nascevano in ogni dove, non aveva però abitanti che potessero goderne. Giano, dalle rocce e dall'acqua, dal legno, dall'aria e dal fuoco e da ogni altro elemento, forgiò gli animali, innumerevoli esseri che presero a correre nei prati e a nuotare nell'acqua, a volare nell'aria e a salire sugli alberi, fino alla loro morte, in cui il loro corpo tornava ad essere materia per dar vita ad un altro  vivente e la loro anima diventava libera dal mondo sensibile. Tinia, guardando quegli animali che, felici, dimoravano il mondo, volle creare anche dei mortali speciali, che fossero simili agli dei, in modo che gli eterni avessero sulla terra una loro controparte capace di costruire, creare e riflettere. Questi sarebbero stati legati indissolubilmente agli dei e sarebbero stati i loro prediletti: gli immortali, Viaggiatori del Tempo, li avrebbero protetti da pericoli e avversità e favorito chi li avesse onorati e rispettati; mentre i mortali, Passeggeri nel mondo, con la loro devozione avrebbero aumentato il potere dell'uno e dell'altro dio a seconda dell'intensità della loro fede verso di lui. Questi animali erano gli umani, divisi in diverse classi, a seconda delle loro inclinazioni: gli uomini, intelligenti e operosi; i Fauni, legati alla sfera delle selve; i diversi tipi di Streghe, da cui cominciò a diffondersi nel mondo la magia; i Centimani e i Ciclopi, noti per la loro forza, i Pigmei, i Blemmi, le Gorgadi, le Sirene e i Tritoni, che abitavano i mari, e tutti gli altri.

L'universo, così, fu completo e retto dalla sapienza degli dei ma sempre piegato al volere di Northia”.

L'ebook è disponibile su Amazon e su altre piattaforme.


Il Morgante di Luigi Pulci

 Dopo un sacco di tempo, eccomi finalmente a raccontarvi una delle mie ultime letture... una rilettura, per la verità. Si tratta di un libro...